Il sacco da biancheria — Cesare III: Le Idi di marzo
Alessandria, anno 48. Cesare entra in città con un pugno di uomini, perché il resto dell’esercito sta ancora navigando. Per qualche giorno finge calma: passeggia per le strade, ammira gli edifici, ascolta i filosofi tra la folla. Il palazzo è però una trappola.
Il tredicenne re Tolomeo XIII regna sotto la tutela di tre adulti: l’eunuco Potino, che amministra il tesoro, il generale Achilla e il maestro Teodoto, quello del consiglio su come uccidere Pompeo. Sua sorella maggiore Cleopatra, che avrebbe dovuto regnare insieme a lui, è stata esiliata e raccoglie forze fuori dalla capitale.
Potino insulta Cesare a ogni passo. Ai soldati fa distribuire il grano peggiore: mangiano roba d’altri, si accontentino. Ai banchetti reali si serve su stoviglie di terracotta e di legno, perché Cesare avrebbe preso tutto l’oro e l’argento in conto del debito. Il padre del re doveva a Cesare diciassette milioni e mezzo di dracme, di cui Cesare condonò una parte, e ora ne esige dieci milioni per l’esercito. Quando Potino gli consiglia di partire e di occuparsi delle grandi questioni, promettendo di pagare il denaro più tardi con gratitudine, Cesare risponde che non ha bisogno di consiglieri egiziani. E in segreto manda a chiamare Cleopatra.
Cleopatra ha circa ventun anni. Porta con sé un solo amico, Apollodoro di Sicilia. Al crepuscolo salgono su una piccola barca e approdano al palazzo. Entrare inosservati è impossibile, perciò Cleopatra si distende in un sacco da biancheria. Apollodoro lo lega con una corda e lo porta a Cesare. Questo stratagemma, scrive Plutarco, fu la prima cosa a conquistare Cesare, perché Cleopatra si mostrò una civetta audace. Il tappeto che conosci dai film è una versione successiva. In Plutarco c’è il sacco.
Dione scrive che era di una bellezza abbagliante e aveva una voce incantevole. Osgood ricorda che non si trattava soltanto di sentimenti: Cleopatra aveva bisogno di navi, grano e truppe, e Cesare di denaro per la guerra civile.
Al mattino Cesare fa venire Tolomeo e cerca di riconciliare i fratelli. Il ragazzo capisce che la sorella è già nel palazzo. Esce di corsa tra la gente gridando al tradimento, si strappa dal capo il diadema e lo getta a terra. Alessandria ribolle. Cesare si presenta alla folla, legge il testamento del loro padre, che aveva ordinato loro di regnare insieme sotto la tutela di Roma, e consegna il potere a entrambi. Cipro la assegna ai loro fratelli minori: la sorella Arsinoe e il fratello, anch’egli Tolomeo.
Durante il banchetto della riconciliazione il barbiere di Cesare, l’uomo più pavido del mondo, che origliava dappertutto, scopre che Achilla e Potino tramano una congiura. Cesare circonda la sala con le guardie e fa uccidere Potino. Achilla fugge presso l’esercito e scatena la guerra.
La lotta per Alessandria dura mesi. I nemici ostruiscono i canali e Cesare resta senza acqua. Quando cercano di tagliargli le navi, li respinge con il fuoco, e l’incendio si propaga dagli arsenali più lontano e, come scrive Plutarco, distrugge la grande biblioteca. Dione ne parla con più prudenza: così si raccontava. Quanto bruciò davvero, non lo sappiamo. Un giorno a Faro Cesare salta dal molo in una barca, e quando questa affonda si getta in mare. Nuota tenendo in una mano dei documenti sopra l’acqua. Gli Alessandrini si impadroniscono del suo mantello e lo appendono come trofeo. Tolomeo XIII muore dopo la battaglia sul Nilo: Dione scrive che annegò nel fiume durante la fuga, mentre Plutarco dice soltanto che il re scomparve.
Cesare trascorre in Egitto nove mesi. Cleopatra diventa regina, formalmente insieme al fratello minore. Cesare risale il Nilo con lei su quattrocento navi e, come scrive Svetonio, sarebbe arrivato quasi fino all’Etiopia, se i soldati non si fossero rifiutati. Poco dopo Cleopatra partorisce un figlio, che gli Alessandrini chiamano Cesarione. Cesare ne fu il padre? Antonio disse in seguito in senato che Cesare aveva riconosciuto il ragazzo come figlio. L’amico di Cesare, Oppio, scrisse un intero libro per dimostrare di no.
Nove mesi sono moltissimi. Roma non è governata da nessuno, e in Asia Farnace, figlio di Mitridate, vince battaglie contro i governatori romani. Cesare lascia ad Alessandria tre legioni e la regina. Prosegue.