Lacrime a Gades — Cesare II: Roma a credito

Cesare apre la bocca e parla della zia. È il 69 a.C., ha circa trentun anni ed è da poco questore, il gradino più basso tra i magistrati romani. Sui defunti della famiglia si pronunciano orazioni funebri, e Giulia, sorella di suo padre, era la vedova di Mario. Sembra un normale omaggio. Cesare ne farà tutt’altra cosa.

Sembra una curiosità di famiglia, ed è una professione di fede. Mario e i suoi amici, dopo la vittoria di Silla, erano stati dichiarati nemici pubblici, e così per tredici anni nessuno aveva osato mostrare le loro effigi in corteo. Secondo Plutarco Cesare fu il primo a farlo pubblicamente. Con il tempo quel momento si rivelerà la sua prima prova che il popolo sta con lui.

Non a tutti piace. Una parte degli spettatori grida allo scandalo, ma la folla risponde con grida e applausi. Plutarco scrive che la gente ammirava Cesare perché, dopo tanti anni, aveva riportato in città dall’Ade gli onori di Mario.

Che cosa c’è di certo in questa scena? L’orazione per Giulia la conoscono entrambi gli autori, Plutarco e Svetonio, ma delle effigi di Mario scrive soltanto Plutarco. Che in un funerale romano si portassero le maschere di cera degli antenati lo sappiamo dalla consuetudine. Gli attori in maschera e il silenzio che cala quando la folla riconosce un volto li aggiungiamo noi: è una scena ricostruita, non una testimonianza.

Che cosa fece negli anni precedenti? Sappiamo poco, e nulla che dia gloria. Svetonio annota che da tribuno militare, la prima carica assegnata dal voto del popolo, appoggiò il ripristino del potere dei tribuni della plebe, limitato da Silla, e con una legge ottenne il ritorno dall’esilio del cognato Lucio Cinna, che aveva seguito il ribelle Lepido. Nessun comando, nessuna carica di cui vantarsi. Se a Roma qualcuno nota quest’uomo, è perché è indocile, non perché è pericoloso.

Cesare seppellisce in poco tempo due donne. Muore anche Cornelia, la sua prima moglie, da cui ha la figlia Giulia. Anche per lei parla dai rostri, benché prima di lui nessuno avesse pronunciato orazioni simili per giovani donne. Plutarco aggiunge che anche questo gli procurò simpatia: il popolo vedeva in lui un uomo sensibile. Da una Roma che spia ogni sua parola è meglio allontanarsi per un po’. Il sorteggio dei questori gli assegna la Spagna Ulteriore.

In Spagna Cesare gira le città della provincia e amministra la giustizia a nome del pretore. A Gades, l’odierna Cadice, entra nel tempio di Ercole. Lì c’è una statua di Alessandro Magno. Svetonio scrive che Cesare sospirò, come se perdesse la pazienza con la propria inattività: Alessandro alla sua età aveva già conquistato il mondo, mentre lui non aveva ancora compiuto nulla di degno di memoria. Subito chiede il congedo per cercare a Roma occasioni più grandi.

Il superiore di Cesare in Spagna è il pretore Antistio Vetere. Cesare gliene serberà gratitudine: quando sarà pretore lui stesso, sceglierà come questore suo figlio, come attesta Plutarco. La Spagna Ulteriore è lontana e ricca d’argento, e il questore ha il suo daffare. Eppure quello che ricordiamo di più è il momento in cui Cesare sta fermo a guardare in alto.

Plutarco lo racconta diversamente. Per lui Cesare piange su un libro su Alessandro, in Spagna, ma alcuni anni dopo, quando amministra la provincia da pretore. Gli amici chiedono perché pianga. Risponde: Alessandro alla mia età era già re di tanti popoli, e io non ho ancora ottenuto nulla di grande.

Svetonio aggiunge un sogno della notte seguente. Cesare sogna di prendere con la forza sua madre. Si sveglia atterrito, ma gli indovini lo rassicurano: la madre è la terra, genitrice di tutti gli uomini, perciò il sogno preannuncia il dominio sul mondo. Plutarco sposta lo stesso sogno alla notte prima del passaggio del Rubicone. Oggi lo leggiamo piuttosto come il racconto di un’immensa fame di potere, e del fatto che i biografi antichi amavano collocare i sogni nei punti migliori.

Tornato a Roma, Cesare si sposa per la seconda volta. Sua moglie diventa Pompea, figlia di Quinto Pompeo e nipote di Silla. L’uomo che aveva detto no al dittatore e si era nascosto dai suoi sgherri ne sposa la nipote. Perché, le fonti non lo dicono. Dicono però quanto gli costerà questa decisione matrimoniale.

Correlati

Personaggi

Impara nell'app