L’imperatore dietro la tenda — Claudio: trovato dietro una tenda, avvelenato con i funghi?

L’imperatore di Roma viene trovato dietro una tenda. Prima si vedono i suoi piedi.

Tredici anni dopo, lo stesso uomo morirà dopo una cena a base di funghi. Gli autori antichi parlano di avvelenamento e, in una versione, a servirgli i funghi sarebbe stata la moglie. Sui dettagli, però, non concordano. In questo episodio separeremo ciò che è certo da ciò che fu solo raccontato. Prima, però, vedi come quest’uomo diventò imperatore.

Ventiquattro gennaio dell’anno 41. Caligola, terzo imperatore di Roma, giace morto in un corridoio del palazzo sul Palatino. Lo hanno ucciso gli ufficiali della sua stessa guardia, tra cui il tribuno Cassio Cherea (Svetonio, Caligola 58). I Germani della guardia personale dell’imperatore si lanciano a vendicarlo. Uccidono alcuni congiurati e, già che ci sono, anche alcuni senatori che non c’entravano nulla. Nel palazzo scoppia il panico.

Là dentro c’è lo zio del morto. Tiberio Claudio Druso, fratello minore del celebre Germanico, è entrato nel suo cinquantesimo anno. Ha una gamba zoppa, la testa che trema e balbetta. Per tutta la vita la famiglia lo tratta come una vergogna da nascondere. Quando gli assassini chiudono le porte con il pretesto che l’imperatore vuole stare solo, Claudio viene spinto fuori insieme alla folla e si rifugia in una stanza detta Hermaeum (Svetonio, Claudio 10).

Poco dopo gli arriva la notizia che il nipote è morto. Che cosa fa un uomo che nessuno ha mai preso sul serio, mentre per il palazzo corrono uomini armati? Svetonio lo descrive con grande precisione.

Il soldato lo porta dai compagni. Questi non sanno ancora che cosa fare e sono furiosi (Svetonio, Claudio 10). I portatori di Claudio sono già fuggiti, così i soldati lo mettono su una lettiga e, dandosi il cambio, lo portano al loro accampamento.

La folla che incrocia la lettiga lo guarda con pietà. La gente pensa che stiano portando a morte un innocente. Nessuno sospetta che stiano portando un imperatore.

Con questa tenda c’è un problema. Compare solo in Svetonio. Cassio Dione scrive che i soldati entrarono nel palazzo per saccheggiarlo e trovarono Claudio rannicchiato in un angolo buio. All’inizio lo scambiarono per qualcun altro o pensarono che avesse addosso qualcosa di prezioso. Solo dopo lo riconobbero (Dione 60.1). Flavio Giuseppe parla di un luogo stretto e buio e chiama colui che lo trovò Grato (Antichità giudaiche 19.1). Su una cosa tutti concordano: nessuno cercava un imperatore. Fu trovato per caso.

Il resto della notte appartiene alla politica. I consoli e il senato occupano il Foro e il Campidoglio, pronti a difendere la libertà, cioè la repubblica (Svetonio, Claudio 10). Dione scrive che in senato circolano idee diverse: gli uni vogliono la democrazia, gli altri la monarchia, e gli uni e gli altri non riescono ad accordarsi sul candidato. Fino al mattino non decidono nulla (60.1). I soldati, invece, non vogliono un imperatore scelto da altri. Vogliono essere loro a darlo al mondo.

Al mattino il senato litiga ancora. Sotto il palazzo la folla chiede a gran voce un solo sovrano e fa il nome di Claudio. Allora Claudio permette ai soldati riuniti di prestargli giuramento e promette quindicimila sesterzi a ciascuno. Svetonio annota che è il primo dei Cesari a comprare la fedeltà dell’esercito. Dione aggiunge che Claudio rifiutava e protestava, ma alla fine cedette, anche se con finta riluttanza (60.1).

Come tratta il nuovo imperatore chi voleva scavalcarlo? Con sorprendente mitezza. Proclama che tutto ciò che è stato fatto e detto in quei due giorni dev’essere perdonato e dimenticato. Mantiene la parola, con una sola eccezione: alcuni tribuni e centurioni che avevano congiurato contro Caligola vengono giustiziati, perché avevano preteso anche la sua morte (Svetonio, Claudio 11).

Dione annota ancora una cosa. Tra i giustiziati c’è Cherea, l’uomo a cui Claudio deve il trono. L’imperatore non mostra gratitudine. Ritiene che chi ha osato uccidere un imperatore possa farlo di nuovo (60.3).

Roma ha dunque un imperatore a cui nessuno aveva mai pensato come a un imperatore. Chi è l’uomo che la sua stessa famiglia teneva lontano dalle cariche?

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