Bedriaco: aspettare o attaccare?
Primavera del 69: gli eserciti di Vitellio scendono dalle Alpi, e a Bedriaco Otone deve decidere: aspettare le legioni del Danubio oppure attaccare subito.

Trascrizione
Primavera dell’anno sessantanove. Dalle Alpi scendono due eserciti di Vitellio.
Uno lo guida Cecina, l’altro Valente. Piacenza chiude le porte a Cecina. L’assalto fallisce.
Le truppe di Otone stanno presso Bedriaco , un villaggio tra Verona e Cremona. Le legioni del Danubio sono a pochi giorni di strada.
Un comandante esperto, Svetonio Paolino, consiglia di aspettare. Il fratello dell’imperatore e il prefetto del pretorio vogliono la battaglia subito.
Che fai?
Così consigliava Paolino. Otone non lo ascoltò.
Così decise Otone.
I soldati lo volevano. Ma i consiglieri persuasero l’imperatore a non esporsi.
Otone ordina di attaccare, mentre lui parte per Brescello . Tacito scrive che quel giorno fu la rovina della sua causa.
Metà aprile. La colonna avanza su una strada stretta tra i vigneti. I carri si mescolano ai soldati.
Qualcuno grida che il nemico sta passando dalla loro parte. I soldati di Otone salutano gli avversari. Risponde loro un brontolio ostile.
La prima legione cattura l’aquila nemica. Ma il centro dello schieramento cede.
Sbaragliati, fuggono nel campo presso Bedriaco .