Flavio Sabino (prefetto di Roma; morto nel 69 d.C.)

Per anni ebbe una posizione e un patrimonio maggiori di quelli del fratello minore. Nell’aprile del 69 d.C., come prefetto di Roma, fece giurare ai soldati fedeltà a Vitellio. A dicembre trattò con lui l’abdicazione; testimoni dei colloqui furono Cluvio Rufo e il poeta Silio Italico.
Quando i soldati e il popolo non permisero a Vitellio di ritirarsi, Sabino si chiuse sul Campidoglio. Il 19 dicembre i vitelliani presero il colle e il tempio di Giove bruciò. Sabino morì davanti al palazzo e il suo corpo fu gettato sulle Scale Gemonie. Tacito ne loda l’onestà e i trentacinque anni di servizio.