Il trionfo — Vespasiano: il denaro non puzza
Dopo la conquista di Gerusalemme i soldati proclamano Tito imperator e non vogliono lasciarlo partire dalla provincia. Pregano, e perfino minacciano: resti, oppure li porti tutti con sé. A Roma si comincia a mormorare che il figlio voglia diventare re dell’Oriente. Quando a Menfi in Egitto Tito si pone il diadema alla festa del toro Api, come voleva l’antica usanza di quella cerimonia, la voce cresce.
Tito non aspetta che cresca ancora. Si imbarca su una nave da trasporto, sbarca a Reggio, poi a Pozzuoli, e si precipita a Roma. Saluta il padre con parole che devono troncare ogni mormorio: «Eccomi, padre. Eccomi».
Il corteo termina sul Campidoglio. Là, secondo l’antica usanza, si attendeva la notizia della morte del capo dei nemici. Quel capo era Simone bar Giora, guida dei difensori di Gerusalemme. Sfilava nel corteo tra i prigionieri, e fu l’unico a essere giustiziato nel giorno del trionfo. Padre e figlio ricevettero il titolo di imperator, ma nessuno dei due ricevette l’appellativo di «Giudaico», benché i vincitori ne portassero spesso di simili, come Germanico o Britannico della prima stagione.
Il bottino non finì nell’erario. Vespasiano costruisce per esso il Tempio della Pace presso il Foro. Lo finisce con sorprendente rapidità. All’interno raccoglie opere d’arte per vedere le quali fino ad allora si viaggiava per tutto il mondo, e accanto a esse i vasi d’oro del Tempio di Gerusalemme. Il rotolo della Legge e i veli purpurei del Santo dei Santi l’imperatore li fa conservare presso di sé, a palazzo. Il nuovo tempio lo consacra nel 75.
I Giudei, ovunque vivessero, per anni pagarono due dracme all’anno per il loro Tempio di Gerusalemme. Il Tempio non c’è più. La tassa resta.
Tito resta a Roma come braccio destro del padre. Scrive per lui le lettere, legge i suoi discorsi in senato e assume il comando della guardia pretoriana. È il primo prefetto che non sia un cavaliere, ma il figlio dell’imperatore. La guardia che nel 69 faceva e disfaceva gli imperatori ha ora sopra di sé l’erede al trono. Come la comandò, lo vedrai nel prossimo episodio.
La guerra sembra finita. Ma una fortezza sul Mar Morto non si è ancora arresa.
Correlati
Eventi
Luoghi
- Arco di Tito (dopo l’81 d.C.)
- Il Tempio di Gerusalemme (bruciato nell’agosto del 70 d.C.)
- Il Tempio della Pace (Templum Pacis) (consacrato nel 75 d.C.)