Una Roma di marmo — Augusto: trovò Roma di mattoni e la lasciò di marmo

Quando Augusto assume il potere, Roma sembra una città che non è cresciuta abbastanza per il ruolo di capitale del mondo. Svetonio scrive che non era ornata come richiedeva la dignità dello Stato e che era esposta a inondazioni e incendi. Augusto vi si dedicò al punto da poter vantarsi di aver trovato una Roma di mattoni e di averla lasciata di marmo (Augusto 28).

Si preoccupa anche della sicurezza. Arruola i liberti nel corpo dei vigili del fuoco di Roma e per sorvegliare l’ordine durante le carestie. Per il resto li prende nell’esercito solo due volte: per presidiare le colonie in Illiria e la riva del Reno (Augusto 25).

Svetonio mette al primo posto il proprio foro. Ne dà una ragione pratica: aumentano le persone e le cause giudiziarie, due fori non bastano, ne serve un terzo. C’è anche una ragione personale. Il voto di costruire il tempio di Marte Ultore lo fece nella guerra di Filippi, mentre vendicava il padre, cioè Cesare. Il foro fu inaugurato in fretta, prima che il tempio fosse finito (Augusto 29).

Il tempio assume compiti di Stato. In esso il senato deve deliberare su guerre e diritto al trionfo, i magistrati in partenza per le province con il comando devono essere accompagnati da lì, e i vincitori al ritorno vi depongono le insegne del trionfo. La vendetta per Cesare, quella di Filippi, viene iscritta nel cuore stesso del cerimoniale di Stato.

Accanto alla propria casa sul Palatino Augusto erige il tempio di Apollo, perché il dio indicò quel luogo con un fulmine. Vi aggiunge portici con le biblioteche latina e greca. Da vecchio vi convoca spesso il senato (Augusto 29). Il tempio di Giove Tonante lo costruisce dopo che, durante una marcia notturna in Cantabria, un lampo sfiorò la sua lettiga e uccise lo schiavo che lo precedeva con la torcia. Non costruisce da solo: incoraggia gli altri potenti, e Svetonio cita in particolare Agrippa, che a Roma innalzò molti edifici magnifici (Augusto 29).

L’Ottaviano delle liste dei condannati e l’Augusto di marmo sono lo stesso uomo? Confronta.

Il marmo costa, e la pace e i confini vanno mantenuti. Guarda fin dove si spinsero nell’arco di quarantun anni.

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