L’assedio di Masada (primavera del 73 o 74 d.C.)

L’ultimo atto della guerra giudaica. Masada, la fortezza di Erode su una rupe isolata sopra il Mar Morto, era tenuta dai sicari di Eleazar ben Yair. Il governatore Flavio Silva circondò la rupe con un muro e con accampamenti e con la X legione innalzò una rampa su uno sperone naturale chiamato Promontorio Bianco. Sulla rampa fu collocata una torre rivestita di ferro, l’ariete aprì una breccia nel muro, e il secondo muro dei difensori, di legno e terra, fu incendiato dai Romani; Flavio Giuseppe scrive che il vento dapprima spinse il fuoco contro di loro e poi girò. Secondo Flavio Giuseppe i difensori scelsero la morte invece della schiavitù: morirono novecentosessanta persone, sopravvissero due donne e cinque bambini. Flavio Giuseppe indica il giorno, il quindici di Xantico, ma non l’anno, da qui la disputa: 73 o 74. Un evento dell’episodio su Vespasiano, capitolo «La fortezza sulla roccia».
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Fonti
- Immagine: Wei Ya, 2016, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0