L’assedio di Iotapata (67 d.C., 47 giorni)

L’assedio di Iotapata da parte dei Romani sotto Vespasiano: incisione di Jan Luyken, 1704, Rijksmuseum. Un’immagine legata all’evento, non una testimonianza dell’epoca.

Nel 67 Vespasiano assediò Iotapata, fortezza della Galilea difesa da Giuseppe figlio di Mattia. La città resistette 47 giorni. Flavio Giuseppe descrive i suoi stratagemmi: vesti bagnate appese alle mura, perché i Romani credessero che l’acqua non mancasse, e olio bollente versato sui soldati riparati dagli scudi. Durante i combattimenti Vespasiano fu ferito leggermente al piede da una freccia, e Tito fu il primo ad accorrere da lui. Il quarantasettesimo giorno i terrapieni superarono le mura; la città cadde il primo giorno del mese di Panemo, nel tredicesimo anno di Nerone (luglio 67). Secondo Flavio Giuseppe morirono quarantamila persone, milleduecento donne e bambini furono fatti prigionieri, e la città fu rasa al suolo. Giuseppe uscì dal nascondiglio, si arrese e predisse il trono al generale. Un evento dell’episodio su Vespasiano, capitolo «Il prigioniero di Iotapata».

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Fonti

  • Immagine: Jan Luyken, 1704, Rijksmuseum (RP-P-OB-45.195), CC0

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