Lucio Verginio Rufo (I secolo d.C.)

Nel 68 le legioni di Verginio sconfissero presso Vesontio l’esercito di Vindice. I soldati lo acclamavano «Cesare» e «Augusto», ed egli fece cancellare quelle parole dal vessillo e rimise la scelta dell’imperatore al senato e al popolo romano (Cassio Dione 63.25). Dione scrive che con il rifiuto si guadagnò un nome più grande che se avesse accettato il potere.
Nell’aprile del 69 si trovava nell’accampamento di Otone a Brescello. Dopo la morte di Otone i soldati gli offrirono di nuovo il potere. Secondo Plutarco rispose che sarebbe stata follia accettare dopo la sconfitta ciò che aveva rifiutato dopo la vittoria, e sgattaiolò dalla porta posteriore (Plutarco, Otone 18; Tacito, Storie 2.51).