Messalina — Claudio: trovato dietro una tenda, avvelenato con i funghi?

Valeria Messalina sposa Claudio intorno al 38–39. È giovanissima (l’anno della sua nascita è incerto, circa 17–⁠20 d.C.), mentre Claudio ha quasi cinquant’anni. È la sua terza moglie. Le prime due, Plauzia Urgulanilla ed Elia Petina, Claudio le aveva ripudiate quando era ancora un privato cittadino. Messalina è figlia di un suo cugino (Svetonio, Claudio 26).

Ventidue giorni dopo che Claudio è diventato imperatore, gli dà un figlio. Svetonio annota che il bambino si chiama prima Germanico e poi Britannico. Claudio lo prende in braccio e lo mostra ai soldati e agli spettatori dei giochi, e la folla applaude (Claudio 27). Messalina è la madre dell’erede al trono. Riceve gli onori finora spettanti a Livia, per esempio un posto in prima fila (Dione 60.22).

Questo da una parte. Dall’altra ci sono le fonti che la dipingono come un mostro. Dione scrive che commercia con i liberti in ogni cosa: cittadinanza, comandi, governatorati. La cittadinanza, pare, si poteva ottenere per una manciata di cocci di vetro (60.17). Costringe anche le mogli dei senatori all’infedeltà e rovina chi si oppone (60.18). La tradizione successiva, tra cui Giovenale, aggiunge racconti più coloriti, come la «gara» notturna in un postribolo che Messalina avrebbe vinto. Dione di una cosa simile non scrive.

Tacito mostra quanto sia facile tentarla. Messalina vuole i giardini di Lucullo, che Valerio Asiatico sta sistemando splendidamente. Gli mette quindi alle calcagna un accusatore. Il caso viene esaminato nella camera dell’imperatore, in sua presenza. Asiatico si difende così bene da commuovere sia Claudio sia Messalina. Messalina esce ad asciugarsi le lacrime e per strada ordina a Vitellio di non lasciare che sia assolto. Asiatico si toglie la vita (Annali 11.1–3).

Pochi giorni dopo, a cena, Claudio chiede a Scipione perché sia seduto senza la moglie. Si sentirà rispondere che lei non c’è più. Messalina ha spinto quella donna, Poppea, a togliersi la vita (Annali 11.2). L’imperatore non si è accorto di nulla.

Che cosa c’è di vero in tutto questo? Prusac osserva che è facile accusare di dissolutezza e tradimento la madre del legittimo erede. A suo avviso il ritratto a tinte fosche di Messalina si fonda soprattutto su Tacito, Svetonio e Giovenale, e la gelosia per la posizione della madre dell’erede può essere stata il vero motivo della caccia alle streghe (Prusac 2025). Ricordalo quando leggerai della sua fine.

Autunno dell’anno 48. Claudio parte per Ostia a compiere un sacrificio. Nel frattempo, scrive Tacito, a Roma Messalina sposa Gaio Silio, console designato e il giovane più bello della città. Silio avrebbe promesso di sposarla e di adottare Britannico (Annali 11.26). Tacito stesso ammette che la storia suona come una favola. Scrive però soltanto ciò che ha sentito e che hanno tramandato gli antichi (11.27).

Svetonio la racconta diversamente. Secondo lui Claudio firmò perfino il contratto dotale, perché gli avevano fatto credere che le nozze fossero finte e servissero a stornare dall’imperatore un pericolo annunciato da presagi (Claudio 29). Non si sa dunque se fu un matrimonio o parte di una congiura. Prusac lascia la questione aperta.

Ai liberti la pazienza è finita. Narcisso non avverte Messalina. Va dalle due amanti dell’imperatore e le corrompe con doni e promesse. Una di loro, Calpurnia, si getta alle ginocchia di Claudio e dice che Messalina ha sposato Silio. Narcisso aggiunge: sai di essere divorziato? Le nozze le hanno viste il popolo, l’esercito e il senato. Agisci subito, perché il nuovo marito è il padrone di Roma (11.29–30).

Claudio è così spaventato che più volte chiede se regni ancora davvero e se Silio sia ancora un suo suddito (11.31). Intanto Messalina, nella nuova casa, organizza una vendemmia d’autunno. Donne vestite di pelli danzano come baccanti. Un ospite, per scherzo, si arrampica su un albero altissimo. Interrogato su che cosa veda, risponde: una terribile tempesta da Ostia (11.31).

Poi tutto accade in fretta. Messalina manda Britannico e Ottavia dal padre perché lo abbraccino e si mette in cammino verso di lui. Attraversa tutta la città, perché è rimasta quasi sola, e sale su un carro che porta via i rifiuti dei giardini. Nessuno la compiange (11.32). Narcisso assume per un giorno il comando della guardia e viaggia con l’imperatore nella stessa carrozza. Quando Messalina cerca di intromettersi, le grida addosso il nome di Silio e porge all’imperatore dei documenti. Claudio tace (11.33–35).

Nell’accampamento i soldati esigono i nomi dei colpevoli. Silio non cerca difesa. Chiede che si affretti la sua fine (11.35). Messalina aspetta nei giardini di Lucullo e scrive lettere di supplica. Claudio torna a casa per un banchetto anticipato, riscaldato dal vino si ammorbidisce e ordina di dire alla «poveretta» di venire l’indomani a difendersi (11.37).

Narcisso lo sente e capisce che, se Messalina raggiunge il marito, lui è perduto. Esce di corsa e ordina ai tribuni di eseguire la sentenza, dicendo che tale è l’ordine dell’imperatore. Nei giardini c’è Lepida, la madre di Messalina, da anni in lite con lei. Esorta la figlia a non aspettare il carnefice. Messalina piange e indugia. Viene uccisa. Il corpo è consegnato alla madre (11.37–38).

Claudio è ancora a banchetto. Quando gli dicono che Messalina è morta, non chiede chi l’abbia uccisa. Chiede una coppa e finisce la cena. Nei giorni seguenti non mostra né odio, né gioia, né ira, né tristezza (11.38). Svetonio è ancora più amaro: l’imperatore, dopo la sua morte, si siede a tavola e chiede perché l’imperatrice non venga (Claudio 39). Il senato decide di cancellarne il nome e le statue da ogni luogo.

È una scena letteraria, ma mostra come gli autori antichi vedevano l’imperatore: un uomo che non sa che cosa accade in casa sua. Poi presta davanti alla guardia un solenne giuramento. Poiché i suoi matrimoni finiscono male, resterà vedovo. E se mancherà alla parola, che lo uccidano (Svetonio, Claudio 26).

Ora ordina: che cosa della storia di Messalina è certo, che cosa poggia su un solo autore e che cosa è controverso?

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