Pallante (morto nel 62 d.C.)

Lapide del liberto Gaio Messuleno, Römisch-Germanisches Museum di Colonia. Pallante, tesoriere di Claudio, era anch’egli un liberto. Di questo personaggio non ci è giunto un ritratto sicuro; l’immagine è solo collegata a lui.

Pallante amministrava il tesoro dell’imperatore. Svetonio scrive che il senato concesse a lui e a Narcisso grandi doni e le insegne delle cariche (Claudio 28). Nella disputa sulla nuova moglie dell’imperatore dopo la morte di Messalina appoggiò Agrippina (Tacito, Annali 12.1–2), e nel 50 convinse Claudio ad adottare Nerone (12.25).

Tacito annota che Narcisso accusava Pallante di una relazione con Agrippina. Non si sa se fosse vero (12.65). Dopo l’ascesa al trono di Nerone, Pallante suscitava avversione per l’eccessiva arroganza (13.2).

Nel 55 Nerone lo estromise dalla gestione del tesoro, cosa che mandò Agrippina su tutte le furie (Annali 13.14). Secondo Dione morì più tardi perché possedeva un’enorme fortuna (62.14).

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Fonti

  • Immagine: O.Mustafin (foto), 2017, Römisch-Germanisches Museum, Köln; Wikimedia Commons, CC0

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