Cremona — Colonia romana fondata durante la guerra contro Annibale. Nel 69 d.
Scale Gemonie — Scale sul pendio del Campidoglio, che salivano dal Foro accanto al carcere (Carcer). Vi si gettavano i corpi dei giustiziati perché la folla potesse oltraggiarli, e poi li si trascinava nel Tevere.
Roma — Roma è la capitale in cui si svolge la maggior parte delle storie del corso. Qui morì Cesare (44 a.
Foro Romano — Il Foro Romano era il centro di Roma. Dopo le Idi di marzo i Romani cominciarono a venerare Cesare.
Alesia (52 a.C.) — Alesia sorgeva su un colle nella Gallia centrale, oggi nei pressi di Alise-Sainte-Reine, in Francia. Nel 52 a.
Anzio (città sul mare, oggi Anzio) — Antium, l’odierna Anzio, si trovava sulla costa a sud di Roma. Qui nel dicembre del 37 nacque Nerone (Svetonio, Nerone 6).
Foro di Augusto (dedicato nel 2 a.C.) — Augusto lo costruì perché la gente e le cause giudiziarie aumentavano e due fori non bastavano. Il tempio di Marte Ultore lo aveva promesso con voto a Filippi, quando vendicava il padre (Svetonio, Augusto 29).
Baia (località di villeggiatura sul golfo di Napoli) — Baia è una località di villeggiatura nota per le sorgenti calde e le ville estive. Nerone vi celebrò nel marzo del 59 la festa di Minerva e invitò la madre a cena; dopo il banchetto Agrippina salì su una nave (Tacito, Annali 14.
Farsalo (48 a.C.) — A Farsalo, in Tessaglia, si trovarono di fronte gli eserciti di Cesare e di Pompeo. Pompeo aveva una fanteria più che doppia e una cavalleria sette volte superiore.
Palatino — Il Palatino è il colle di Roma su cui sorgevano i palazzi degli imperatori. Caligola ampliò il palazzo fino a farlo arrivare al Foro: trasformò il tempio di Castore e Polluce in un vestibolo e collegò con un ponte la propria casa al Campidoglio (Svetonio, Caligola 22).
Miseno (promontorio e base della flotta) — Sul promontorio di Miseno (oggi Capo Miseno, presso Bacoli) stazionava una delle principali flotte romane, creata da Augusto. Qui, nella villa che un tempo era appartenuta a Lucullo, morì il 16 marzo del 37 Tiberio (Svetonio, Tiberio 73; Tacito, Annali 6.
Teatro di Pompeo (15 marzo 44 a.C.) — Il Teatro di Pompeo a Roma aveva una sala adiacente in cui si riuniva il senato quando il Foro era occupato. Il 15 marzo del 44 a.
Domus Aurea (residenza di Nerone, 64–68) — Dopo l’incendio Nerone costruì una residenza con un lago, una grande statua dell’imperatore e una sala da pranzo che girava giorno e notte (Svetonio, Nerone 31). Gli architetti furono Severo e Celere (Tacito, Annali 15.
Giardini di Lucullo (Roma, giardini sul colle Pincio) — I Giardini di Lucullo (Horti Lucullani) furono creati da Lucullo. Tacito scrive che nel 47 Messalina li desiderò, quando Valerio Asiatico li sistemava splendidamente, e gli mandò contro un accusatore.
Camulodunum (l’odierna Colchester) — Dione scrive che Claudio, dopo l’arrivo in Britannia, sconfisse i Britanni e prese Camulodunum, la capitale di Cunobelino (60. 21).
Lago Fucino (Italia centrale) — Claudio fece scavare la montagna tra il lago Fucino e il fiume Liri per svuotare l’acqua e guadagnare terra. I lavori durarono undici anni e impiegarono trentamila uomini (Svetonio, Claudio 20).
Antiochia — Antiochia era la capitale della provincia di Siria. Nell’ottobre del 19 vi morì Germanico, e il suo corpo rimase esposto pubblicamente nel foro prima di essere cremato (Tacito, Annali 2.
Ventotene — Pandateria, oggi Ventotene, era l’isola di esilio delle donne della casa imperiale: vi finirono Giulia, Ottavia e Agrippina maggiore. Agrippina fu esiliata nel 29.
Miseno — Miseno sorge su un promontorio del golfo di Napoli ed era la principale base della flotta romana. In una villa che un tempo apparteneva a Lucullo morì, il 16 marzo del 37, Tiberio (Svetonio, Tiberio 73; Tacito, Annali 6.
Gades — Gades è l’odierna Cadice, in Spagna. In epoca romana vi sorgeva un tempio di Ercole, nel quale secondo Svetonio il questore Cesare vide una statua di Alessandro Magno e sospirò sulla propria inattività.
Campidoglio — Il Campidoglio è il colle più sacro di Roma, con il tempio di Giove Ottimo Massimo. Nel 65 a.
Ginevra — Ginevra sorge dove il Rodano esce dal lago. Nel marzo del 58 a.
Bedriaco — Un villaggio tra Verona e Cremona. Tacito scrive che divenne tristemente famoso per due disfatte di Roma (Storie 2.
Brescello — Brescello (l’antica Brixellum), cittadina sul Po. Prima della prima battaglia di Bedriaco i consiglieri di Otone lo convinsero a non esporsi sul campo e ad attendere qui l’esito.
Lago Curzio — Il Lacus Curtius era una depressione al centro del Foro Romano, legata alla leggenda di Marco Curzio, che si gettò in un baratro per salvare Roma. Qui il 15 gennaio del 69 i portatori rovesciarono la lettiga di Galba e l’imperatore morì per mano dei soldati (Tacito, Storie 1.
Colonia — Colonia Agrippinensis, l’odierna Colonia sul Reno. Era il capoluogo degli Ubi, dove era nata Agrippina minore; Tacito scrive che fu lei a ottenere che vi si stabilisse una colonia di veterani e che la città prese il suo nome (Annali 12.
Magonza — Mogontiacum, l’odierna Magonza sul Reno, era l’accampamento principale dell’esercito della Germania Superiore. Il 1° gennaio del 69 le legioni di quell’esercito rifiutarono di giurare a Galba, ne frantumarono le immagini e giurarono solo al senato e al popolo romano (Tacito, Storie 1.
Carthago Nova — Carthago Nova, l’odierna Cartagena, era uno dei centri giudiziari della Hispania Tarraconense. Nella primavera del 68 Galba vi amministrava la giustizia quando ricevette le lettere di Vindice e intercettò gli ordini di Nerone che prescrivevano di ucciderlo.
Vesontio — Vesontio, l’odierna Besançon. Nel 68 Verginio Rufo assediava la città e Vindice accorse in aiuto della città.
Arco di Tito (dopo l’81 d.C.) — Arco sulla Via Sacra, nel Foro Romano, eretto dopo la morte di Tito nell’81, sotto Domiziano; l’anno di costruzione non è noto. L’iscrizione sull’attico dice: il senato e il popolo romano al divo Tito, figlio del divo Vespasiano.
Ercolano — Città sul mare ai piedi del Vesuvio, sul Golfo di Napoli: l’antica Herculaneum, oggi Ercolano.
Pompei — Si trovava a circa 10 km dal cratere, sottovento. Per molte ore su di essa cadde pomice, e la mattina del secondo giorno arrivarono le valanghe calde di cenere e gas.
Stabia — Località sulla sponda meridionale del Golfo di Napoli, oggi Castellammare di Stabia. Nel 79 vi abitava Pomponiano, amico dell’ammiraglio.
Aquae Cutiliae (morte di Vespasiano nel 79 d.C.) — Sorgenti d’acqua fredda nella Sabina, vicino a Reate, dove era nato Vespasiano; oggi Terme di Cotilia. L’imperatore vi trascorreva ogni estate.
Gerusalemme — Capitale della Giudea, sulle colline, dietro tre cinte di mura, con il Tempio e la fortezza Antonia. Nella primavera del 66 la regina Berenice comparve qui scalza davanti al tribunale del procuratore Floro, supplicando che i soldati smettessero di uccidere.
Iotapata (assedio del 67 d.C.) — Città fortificata della Galilea, oggi il sito di Yodfat. Flavio Giuseppe scrive che sorgeva su un precipizio circondato da burroni così profondi che lo sguardo non arrivava al fondo, ed era accessibile solo da nord.
Masada (assedio del 73 o 74 d.C.) — Fortezza su una roccia isolata. Dopo la caduta di Gerusalemme la tennero gli insorti di Eleazar ben Yair.
Reate (Rieti) — Città sabina dell’Italia centrale, oggi Rieti. Da qui proveniva la famiglia dei Flavi: il nonno di Vespasiano, Tito Flavio Petrone, era un cittadino di Reate che fuggì da Farsalo e tornò a casa a riscuotere crediti.
Il Tempio di Gerusalemme (bruciato nell’agosto del 70 d.C.) — Flavio Giuseppe riferisce che bruciò il decimo giorno del mese di Loos, nell’anniversario della distruzione del primo Tempio da parte dei Babilonesi. Le fonti differiscono sul ruolo di Tito: Giuseppe scrive che voleva salvarlo, Sulpicio Severo che votò per la distruzione.