Domiziano (regnò 81–⁠96 d.C.)

Busto di Domiziano, Altes Museum di Berlino

Per undici anni rimase all’ombra del padre e del fratello. Dopo la morte di Tito nell’81 d.C. prese il potere e regnò quindici anni — il più a lungo dai tempi di Tiberio. Svetonio ammette che giudicava con scrupolo e teneva d’occhio i magistrati. Ricostruì il Campidoglio, eresse uno stadio e un nuovo palazzo sul Palatino, aumentò di un terzo la paga dei soldati.

A corte e negli scritti ci si rivolgeva a lui con «signore e dio». Condusse di persona una spedizione contro i Catti, i suoi generali combatterono in Britannia e sul Danubio; con il re dei Daci Decebalo concluse la pace, pagandolo con denaro e artigiani. Dopo la rivolta in Germania nell’89 d.C. ebbe sempre più paura delle congiure: processi ai senatori, esilio dei filosofi, nel 95 d.C. l’esecuzione del cugino Flavio Clemente.

Il 18 settembre del 96 d.C. morì nella camera da letto per mano degli uomini del suo stesso palazzo. Il senato ordinò di scalpellare il suo nome dalle iscrizioni. I soldati volevano divinizzarlo. Il nuovo imperatore fu Nerva. L’immagine del tiranno viene dai senatori che scrissero dopo la sua morte; gli studiosi lo giudicano con più indulgenza.

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